Cos'è l'amianto
Informazioni generali
Proprietà tecnologiche dell'amianto
L'amianto nella storia
Asbestosi (patologia)
Cos'è l'amianto
L'amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura fibrosa appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.
E' presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.
Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi i seguenti 6 composti:
amianti di serpentino |
amianti di anfibolo |
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Proprietà tecnologiche dell'amianto
L'amianto è un materiale usato comunemente laddove sia necessario un assorbimento acustico e/o un isolamento termico.
L'assorbimento acustico è un fenomeno fisico che avviene tutte le volte che un'onda sonora colpisce un corpo solido. La riflessione dell'onda sarà tanto minore quanto più soffice e poroso sarà il solido. Per svolgere questa funzione l'amianto viene applicato a spruzzo su pareti o soffitti dove forma uno strato soffice di alcuni centimetri. Nei locali così trattati proviamo una sensazione acustica di ovattamento dei suoni, i rumori sono meno intensi e la comprensione della parola non è compromessa da echi acustici.
Questo tipo di impiego è adesso vietato dalla legge, ma in passato i soffitti di molte scuole, sono stati spruzzati con amianto. Altri ambienti che hanno subito lo stesso tipo di trattamento sono palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane, ecc.
L'isolamento termico è una proprietà fisica di alcuni materiali e consiste nell'opporre una notevole resistenza al passaggio del calore. L'amianto è un ottimo termoisolante e per questo viene sfruttato tecnologicamente laddove si desideri contenere il calore, ad esempio per fasciare tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni.
L'amianto nella storia
Dall'antichità fino all'epoca moderna, l'amianto è stato usato per scopi "magici" e "rituali". I Persiani e anche i Romani disponevano di manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Una credenza popolare diceva che l'amianto fosse la "lana della salamandra", l'animale che per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Marco Polo ne Il Milione sfata questa leggenda e racconta che nella provincia cinese di Chingitalas, filando questo minerale si otteneva un tessuto impiegato per confezionare tovaglie.
Risale al '600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra l'uso dell'amianto nelle medicine dell'epoca.
"Dall'asbesto si fa spesso un unguento miracoloso per il lattime e per le ulcerazioni delle gambe. Si prendono quattro once di asbesto, due once di piombo, due once di ruta e vengono bruciate, quindi ridotte in polvere vengono macerate in un recipiente di vetro con l'aceto ed ogni giorno, per una volta al giorno per un mese l'impasto viene agitato; dopo un mese si deve far bollire per un'ora e lo si lascia riposare finchè non diventi chiaro: poi si mescola una dose di codesto aceto bianco con una ugual dose di olio di rosa finchè l'unguento sia ben amalgamato: allora si unge tutto il capo del fanciullo per farlo rapidamente guarire: per la scabbia e le vene varicose le parti vengono unte al tramonto finchè non sopravvenga la guarigione. Se questo minerale viene sciolto con acqua e zucchero e se ne somministra una piccola dose al mattino tutti i giorni alla donna quando ha perdite bianche, guarisce subito".
L'amianto è rimasto presente nei farmaci sino ai recenti anni '60 per due tipi di preparati:
una polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le otturazioni.
La prima utilizzazione dell'amianto da parte dell'industria risale agli ultimi decenni dell'800.
L'incremento nell'estrazione e nell'impiego (e quindi nel suo accumulo progressivo nell'ambiente di vita e di lavoro) è ben illustrato dalla seguente tabella proposta da I. J. Selikoff e che riguarda la situazione degli Stati Uniti d'America.
Il consumo è espresso in tonnellate, la prima cifra si riferisce al consumo nel decennio, la seconda cifra dà il valore cumulativo dei consumi a partire dal primo decennio considerato.
| DECENNIO | CONSUMO | TOTALE |
| 1890-1899 | 64.500 | 64.500 |
| 1900-1909 | 265.000 | 329.500 |
| 1910-1919 | 986.000 | 1.316.000 |
| 1920-1929 | 1.995.500 | 3.315.000 |
| 1930-1939 | 1.880.000 | 5.195.000 |
| 1940-1949 | 4.654.000 | 9.849.500 |
| 1950-1959 | 7.417.000 | 17.266.500 |
| 1960-1969 | 7.561.000 | 24.827.500 |
La tendenza alla crescita si è interrotta decisamente soltanto a partire dalla seconda metà degli anni '70.
Grande clamore ebbe nel 1903, in seguito ad un incendio che aveva causato 83 morti, la sostituzione nella Metropolitana di Parigi di materiali infiammabili o che producevano scintille, con manufatti contenenti amianto, compresi i freni delle carrozze. Lo stesso avvenne nella metropolitana di Londra e poi nel 1932 per la coibentazione del translatlantico Queen Mary. Questi eventi furono molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con l'amianto fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole, ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali.
In Italia, nella seconda metà degli anni '50, si coibentarono con l'amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con sughero.
Nel 1893 inizia in Austria la produzione del cemento-amianto.
Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto. La produzione e l'uso di manufatti in cemento-amianto per l'edilizia sono aumentati fino ad alcuni anni fa.
F. Carnevale e E. Chellini, "Amianto. Miracoli, virtù, vizi ", ed. Tosca, Firenze 1992.
Asbsetosi
Asbestosi Grave malattia polmonare causata dall'inalazione continuata di polvere di amianto o asbesto per un lungo periodo di tempo. L'amianto è un silicato fibroso, molto usato in passato per rinforzare i materiali da costruzione, come isolante e come materiale resistente al calore nelle superfici sottoposte a frizione. Il pericolo causato dall'inalazione delle polveri di questi materiali fu, tuttavia, compreso solo dopo che molti lavoratori vi erano stati esposti per anni, poiché le alterazioni polmonari si verificano molto lentamente e iniziano a produrre sintomi solo dopo 20-30 anni. Le particelle di amianto che risultano particolarmente nocive per la salute sembrano essere quelle di diametro inferiore ai 5 millesimi di millimetro: quelle di diametro superiore, infatti, sarebbero trattenute dalle ciglia che rivestono l'epitelio delle vie respiratorie, inglobate nel muco che questo secerne, e infine espulse mediante la tosse.
Sintomi
Le particelle di amianto di dimensioni inferiori ai 5 millesimi di millimetro si localizzano nei polmoni, provocando una reazione irritante a livello degli alveoli (alveolite) e un processo di cicatrizzazione polmonare (fibrosi interstiziale diffusa), cioè la produzione di una rete di tessuto connettivo fibroso. Tali processi interferiscono con l'efficienza dei processi respiratori. Il primo sintomo dell'asbestosi è la mancanza di fiato (dispnea) che, via via che le alterazioni si aggravano, si presenta in seguito a sforzi sempre minori. L'inadeguata ossigenazione del sangue e l'aumento dei livelli di anidride carbonica causano automaticamente un aumento riflesso della velocità e della profondità della respirazione. Inoltre, si verificano anche tosse sempre più grave e una sensazione di costrizione al petto. La gravità dei sintomi è correlata alla quantità di amianto che si localizza nei polmoni, quantità che a sua volta è proporzionale al tempo e all'intensità di inalazione di questo silicato.
L'asbestosi può progredire fino all'insufficienza respiratoria, in cui l'apporto di ossigeno è talmente scarso che il paziente è senza fiato e cianotico anche quando riposa a letto. A questo stadio, le radiografie del torace mostrano alterazioni caratteristiche e le punte delle dita delle mani sono ispessite. La fibrosi dei polmoni può ostruire a tal punto il passaggio del sangue da provocare un danno secondario al cuore, noto come cuore polmonare. La diagnosi di asbestosi è basata su una storia di esposizione all'amianto, sull'insorgenza di manifestazioni cliniche, sull'esame radiologico e, in caso di dubbio, sulla dimostrazione della presenza di fibre di amianto in campioni prelevati dal materiale espulso dal polmone.
Terapia
Non esiste alcuna terapia efficace per questa patologia, il cui instaurarsi nell'organismo comporta con buone probabilità una riduzione del numero di anni di vita. La ricerca ha dimostrato che i soggetti con asbestosi presentano un rischio maggiore di cancro del polmone, soprattutto se sono anche fumatori. I lavoratori affetti da asbestosi possono comunque giovarsi di terapie volte a limitare le complicazioni infettive e a migliorare la capacità respiratoria.
Legislazione italiana
Il Decreto Legge 277 del 15 agosto 1991, che riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, prevede che, nelle fabbriche e nei luoghi in cui vi è presenza di amianto, i datori di lavoro predispongano indagini per valutare il grado di inquinamento ambientale e di polveri di amianto presenti nel luogo di lavoro. In base ai risultati di tali indagini, si devono organizzare controlli sanitari, da ripetersi con cadenza almeno annuale, in modo che lo stato di salute di chi si espone a questa sostanza venga monitorato. La legge prevede anche che i lavoratori si sottopongano a visite mediche anche dopo avere cessato l'attività che comporta l'esposizione all'amianto. I controlli periodici consistono in una visita clinica e nella valutazione di almeno tre tra i seguenti sintomi: presenza di particelle corpuscolate nell'espettorato; presenza di rantoli e rumori respiratori; insufficienza della ventilazione polmonare; alterazione dello scambio dei gas respiratori tra alveoli e capillari sanguigni; presenza di siderociti (cellule contenenti granuli di ferro) nell'espettorato. Vedi anche Malattie professionali e ambientali.
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